

In questi giorni ho finito di leggere gli undici corposi volumi di Ken il guerriero le origini del mito, edito da Panini e ad oggi fuori catalogo. Racconta le storie dello zio di Kenshiro a Shangai, città all’epoca in preda alle organizzazioni criminali. Un Kenshiro decisamente diverso, già maturo e non ragazzino e conoscitore appieno dell’arte marziale di Hokuto. Altra grande differenza è che non siamo in un mondo post atomico alla Mad max ma molto simile al nostro con famiglie mafiose, generali dell’esercito corrotti, politici affaccendati solo al profitto e fortunatamente anche personaggi sopra le righe. Questi capi mafiosi ridicoli e prigionieri delle loro paure e della loro avidità.
Una buona metà di questi 11 volumi sono tutti concentrati su intrighi e si fatica a trovare le atmosfere che hanno reso celebre kenshiro nella serie originale, se non fosse per gli splendidi disegni e il nome che si porta probabilmente è un opera che davvero difficilmente invoglia la lettura. Sono proprio i testi la parte più debole mentre i disegni sono semplicemente meravigliosi. L’opera è un prequel ma è stata realizzata dopo e il disegnatore è lo stesso di kenshiro solo che qui è nel pieno della maturità artistica e si vede…davvero uno spettacolo.
Nella seconda parte, più o meno dal numero 6, la scrittura diventa interessante, finalmente si riprende il discorso della storia di Hokuto e finalmente scopriamo come effettivamente è nata. Forse lo stesso Buronson deve aver dato la sveglia al suo collaboratore nei testi e, fino all’ultimo volume, il manga diventa una sorpresa, accattivamente, si vuole sapere come prosegue nel numero successivo fino al bellissimo finale.
Ne esiste in realtà un seguito denominato Regenesis ma è un altra storia.
Chiuso l’undicesimo volume, ho comprato la nuova edizione di Ken il guerriero e oltre alla divertente rilettura è un piacere anche confrontarli come disegno, qui ci si rende conto di come un artista sia cresciuto, maturato, affinato la sua arte. In questa nuova edizione per altro lo stesso Hara ha ritoccato alcune vignette che riteneva insoddisfacenti ed inoltre ha creato nuove copertine per ognuno dei 18 volumi che comporrà la serie. Per la prima volta in Italia compare anche il titolo originale della serie.
Per me infine è un emozione doppia, la prima volta che lessi ken il guerriero è stata proprio la prima edizione targata novembre 1990 all’interno del mensile Zero edito dalla defunta Granata Press.

Una pubblicazione quindi a puntate di pochissime pagine ma che in breve tempo ebbe un tale successo da giustificare la pubblicazione in volumetti chiamati in gergo “sottilette” perchè più ridotte come numero di pagine rispetto ai classici tankobon. Nel 1990 i manga che cominciavano prepotentemente ad uscire anche in Italia venivano ribaltati per permettere una lettura occidentale, pratica fortunatamente abbandonata, e del mitico Ken il guerriero fu pubblicato l’intera storia in ben 44 sottilette 3 dei quali ristamparono le storie uscite su Zero che io ovviamente ho ricomprato.

Tutte le successive edizioni (Starcomics, D/visual, Panini allegato alla Gazzetto dello sport) le ho saltate dando precedenza a prodotti che comunque non avevo mai letto fino ad oggi. L’opportunità di questa nuova uscita Extreme edition ( identica alla nuova edizione giapponese) che mi cade per altro con la fine della lettura del prequel è un chiaro segno delle stelle a cui non ho saputo resistere e sono felicissimo.