DISCHI CONSIGLIATI, music

DISCHI DI PRIMAVERA

Siamo alle porte di una nuova estate, speriamo con della bella musica dal vivo cercando di lasciarci alle spalle l’anno tremendo di pandemia. Ecco allora la necessità quasi fisica di condividere con voi alcune uscite più o meno recenti di dischi che reputiamo davvero da non perdere.

Ci sono voluti nove lunghi anni a Dexter Holland per pubblicare un nuovo disco degli Offspring, il loro decimo album in studio per altro dopo il molto più morbido Days go by.

Let the bad times roll suona molto più offspring, molto più energico e vicino ai fasti se non di Smash (sempre inarrivabile) almeno di Americana e Conspiracy of one ovvero un ventennio fa.

Pochi anni fa abbiamo visto gli Offspring dal vivo e seppur divertendoci molto il cantato non era più come un ragazzotto tronfio americano ma semmai gonfio e con un tono sotto. Lo ritroviamo in questo disco decisamente in forma con le canzoni che funzionano per davvero.

Si comincia subito con uno dei migliori pezzi del disco, quasi una dichiarazione d’intenti “This is not utopia” che recita

And I wake up in the morning
News keeps flashing on my eyes
These dying streets are bruised and beaten
And riot flags are waving
Poor and weak, we extend this streak
These lives we could be saving
Life is cheap I sit and weep cause there’s just no mistaking
This is not utopia

E mi sveglio la mattina
Le notizie continuano a lampeggiare sui miei occhi
Queste strade morenti sono contuse e picchiate
E le bandiere antisommossa sventolano
Poveri e deboli, estendiamo questa striscia
Queste vite potremmo salvare
La vita è economica mi siedo e piango perché non c’è dubbio
Questa non è utopia

Segue il singolo con relativo video che funziona alla grande

in realtà il gruppo ha rilasciato diverse clip animati delle canzoni

Come vedete tutta roba che funziona e che diverte come anche il nuovo singolo We never have sex anymore

del quale hanno prodotto anche un video non animato:

un video davvero ispirato e quasi nostalgico e riflessivo sul tempo ma in stile Offspring. Un disco composto da 12 canzoni, diversi hit e poche davvero trascurabili…per un gruppo fermo da quasi un decennio questo album è un miracolo. Due parole sull’artwork, oltre la bella copertina anche l’interno del vinile ha delle immagini potenti che meritano l’acquisto del vinile. Li aspettiamo dal vivo nel 2022.

Secondo disco che intendiamo proporvi è il nuovo lavoro in studio di Max Gazzè dall’enigmatico titolo La matematica degli alberi:

Dopo il progetto da lui definito “sintonico” e per noi un pò peso di Alchemaya, Gazzè torna a fare quello che sa fare meglio ovvero un incrocio, quello si quasi matematico, tra il suo essere un estroso paroliere e la musica che compone con il fratello.

L’anticipazione del disco lo ha portato a Sanremo di quest’anno con il brano Il farmacista. Di tutte le nuove canzoni l’artista ha scelto quella probabilmente più complicata sia da canticchiare sia anche da proporre al festival risultando ai fini della gara un po’ penalizzante ma su disco le tante parole scioglilingua usate si capiscono infatti molto meglio. Più riuscito il videoclip:

Nel vinile il farmacista la troviamo solo a metà disco, la precedono cinque canzoni che sono il piatto forte, per chi scrive, dell’album: “Considerando” è il primo pezzo a cui fa seguito “il vero amore”, brani molto belli ma dal testo malinconico, disilluso ma al tempo stesso in qualche modo ironico. Come in tutti i dischi di Gazze’ c’è una cura e un lavoro nei testi.. che tanti artisti se lo sognano. Considerando per altro è stato scelto come nuovo singolo, una scelta anche qui interessante:

Il terzo brano dell’ep è un’altra adolescenza, uno dei miei preferiti specie quando arriva alla strofa e invecchiare è solo un’altra adolescenza .

“Del mondo” è la cover dei CSI, ben interpretata, portata anche questa a sanremo nella serata trash dedicata alle cover che con questa, per fortuna, alza un pò l’asticella della qualità.

“Le casalinghe di Shangai” è il mio pezzo preferito (ad oggi). Ritmo di una volta, ritmato e con il testo più interessante del disco:

Tuttavia se la gioca con “l’animale guida” che forse rappresenta il pezzo più diverso dell’intero disco. Un vero capolavoro musicale.

“Figlia” raccoglie un duetto con l’amico Daniele Silvestri che tuttavia suona nell’intero disco alle tastiere in quella che è una vera propria nuova band dal nome Magical mystery band. Questo un chiaro omaggio al disco dei Beatles. L’album infine è dedicato alla scomparsa della voce della bandabardò, il grande Enrico Greppi. Un disco da ascoltare.

Terza e ultima segnalazione le ristampe di Desaparecido e 17re dei Litfiba. L’esordio del gruppo e il disco che forse li hanno fatti conoscere al grande gruppo. Meno versi di Piero e più qualità. Queste ristampe, in vinile numerato, offrono l’occasione di riscoprire le origini del gruppo più grande di fine anni 80 in Italia. Da prendere a scatola chiusa.

Movie

Nomadland

Ieri sera anche noi abbiamo visto il film del momento. Nomadland gode non solo della pubblicità diretta come miglior film e miglior regista, la cinese Chloé Zhao, agli oscar. E’ uno dei primi film importanti che escono al cinema dopo la pandemia e dagli immensi spazi nel quale è girato è sicuramente un film che meriterebbe di essere visto al cinema come in effetti ha dichiarato l’attrice principale Frances McDormand

Detto questo noi lo abbiamo visto a casa…

Nomadland ci ha deluso.

Se la trama racconta il girovagare continuo di questa donna nonostante le possibilità che proprio il suo essere in movimento le offre per mettere in piedi una seconda vita, nel film c’è poco altro. Potrebbe avere forse anche un nuovo amore ma lei ne rifugge. Potrebbe restare con i suoi parenti come dalla sorella che è preoccupata per la sua vita ai margini. Potrebbe sicuramente vivere con una nuova amica che ha un progetto per fermarsi a costruire qualcosa… ma lei nulla, preferisce continuare con il suo modo di vivere nomade. Si va dove c’è lavoro, non importa quale, tanto poi c’è quello stagionale in un capannone di amazon che per lei è una sorta di sicurezza. La cosa in un certo senso che non mi torna tanto è che in questa america talmente grande un lavoro lo si trova sempre. Ecco questo stride un pò con il testo dal quale è tratto, per il quale “Ogni giorno in America, il Paese più ricco del mondo, sempre più persone si trovano a dover scegliere tra pagare l’affitto e mettere il cibo in tavola. Di fronte a questo dilemma impossibile, molti decidono di abbandonare la vita sedentaria per mettersi in viaggio. In un mondo in cui basta un ricovero in ospedale al momento sbagliato per mandare in fumo i risparmi di una vita, in cui la previdenza sociale è praticamente inesistente e il peso dei debiti spinge molti alla disperazione, donne e uomini in età da pensione hanno iniziato a migrare da un lato all’altro del Paese attraverso i mezzi di trasporto più vari, tra un lavoro precario e l’altro

Anche nel film tuttavia non mancano i rapporti umani quando questi nomadi si riuniscono, si avvicinano tra loro scambiandosi oggetti, soprattutto aiutandosi disinteressatamente e facendo emergere una umanità che il mondo contemporaneo spesso annichilisce. Rapporti che si spengono tra il lavoro ossessivo, appuntamenti a ripetizione e superficiali preoccupazioni ed esigenze tipiche del mondo capitalistico in cui viviamo. Alla luce di tutto questo la scelta finale che compie la protagonista mi ha lasciato perplesso.

Belle, anzi bellissime le riprese di questi infiniti paesaggi americani ma da soli non fanno un bel film che si ripete ciclicamente in molte scene il che è la sua forza e il suo maggiore limite. Contento di averlo visto ma presto lo dimenticherò.

politica, Telefilm

Stateless

In questa bellissima serie, assolutamente da vedere soprattutto per il tema trattato, si parla di persone stateless ovvero “prive di uno stato”. Persone in attesa di essere accolte in questo caso in Australia. Sono dei centri che in teoria dovrebbero ospitare per un breve periodo di tempo ma che troppo spesso diventano dei veri e propri centri di detenzione per le lungaggini della burocrazia, per il poco interesse, per motivi politici.

La serie non fa sconti e mostra le aspettative, le delusioni, la violenza, spesso gratuita, che avviene in questa terra di nessuno, luogo di incontro forzato tra culture e credo differenti.

Interessante è la contrapposizione davvero cruda che si crea tra le guardie di questa specie di carcere fuori dal mondo, siamo nel pieno deserto australiano e i detenuti: “criminali” che non hanno compiuto nessun crimine

Si segue la vicenda di questa donna di origine australiana che ha una forma di schizofrenia che la fa scappare di casa, lasciare il paese e ormai perduta finire in questo centro di detenzione dove non ha modo di mostrare la sua cittadinanza. La storia di lei passa anche attraverso un centro benessere terapeutico molto new age diretto dalla brava Cate Blanchett che ha fortemente voluto e prodotto la serie.

Un altro personaggio importante è la storia di un padre di famiglia di profughi che quasi non crede a quello che avviene all’interno del centro di detenzione. Prima l’orrore per pagarsi un biglietto clandestino su un barcone per raggiungere la costa australiana, poi la separazione e la morte di un componente della famiglia, poi ancora l’obbligo di buttarsi in mare da parte degli scafisti e infine il risveglio nella nuova realtà del centro di detenzione dove pian piano la speranza si trasformerà in rassegnazione, rabbia e dolore. Un luogo dove scoprirà che altri come lui abitano ormai da anni in quello che ironicamente viene definito centro temporaneo.

Infine si incrociano le storie di chi dirige il centro e quelle delle guardie in un continuo conflitto personale ad eseguire gli ordini e la propria coscienza. Tra coloro che ormai ci provano gusto e chi non ce la fa più a sopportare le sofferenze di questi profughi che devono sottostare alle leggi del campo.

Una serie di sei episodi presente su Netflix più che mai contemporanea.

Purtroppo la serie è tratta da una storia vera.

Telefilm

THE WALKING DEAD 10

Penultima stagione prima della chiusura già annunciata dello show.

La stagione 10 come tutte le ultime è stata suddivisa in due blocchi dei quali il secondo solo recentissimamente è passato in tv a causa del covid. Adesso che è conclusa parlarne mi resta abbastanza difficile. Negli anni anni ci sono state stagioni appassionanti e altre saporifere. In alcune gli zombie spaccavano ed in altre facevano solo da contorno. Sicuramente dopo la battaglia con Negan la serie ha tentennato fino a ritrovare una serie di episodi notevoli nella figura del nuovo cattivo, la tremenda Alpha. L’intero primo arco della decima stagione racconta proprio la battaglia di Daryl&Co. contro questa minaccia e tutto sommato c’è da divertirsi.

Poi è arrivata la pandemia…

Con essa l’ultimo episodio del primo arco narrativo, poichè non completo, è stato rimandato e, solo mesi dopo rilasciato, in tutto il mondo.

Pausa ancora forzata e finalmente a marzo 2021 abbiamo potuto vedere gli episodi finali di questa stagione. Episodi girati tra le norme emergenziali dettate dal coronavirus che hanno portato ad episodi solitari con mai più di due persone in scena. Ovviamente il risultato ne ha risentito e questi sei episodi sono il peggio che lo show abbia mai mostrato. Il sesto in realtà è l’unico interessante poichè incentrato interamente su Negan: Ne viene raccontata la sua storia, la storia della mazza chiodata Lucille e il finale, per noi, è stato un pò troppo buonista. Una scelta più saggia sarebbe stata lasciare molta più ambiguità sul personaggio. Ad ogni modo la decima stagione è finita, la prossima sarà l’ultima e forse dopo verrà un film se l’interesse del pubblico tiene. Vi lasciamo con il trailer dell’ultimo intenso episodio.

Movie

THE VATICAN TAPES

Uscito anche al cinema nel 2016 questo horror sull’ennesima possessione demoniaca insegue il capostipite l’Esorcista pescando qualche elemento di attualità come i segreti della chiesa contenuti nei WikiLeaks. Alla fine dei conti il film racconta sempre di una possessione, di un pretino locale reduce dalla guerra interpretato da Michael Pena, del vaticano e della famiglia devastata dal cambiamento di una loro componente. Brilla in bravura attoriale proprio la vittima della possessione interpretata da Olivia Taylor Dudley, è convincente, paurosa e inquietante.

Vatican tapes è un film godibile se non ci si mette a fare il gioco del già visto e soprattutto se non lo si compara con l’Esorcita di Friedkin.

In questa breve clip si guarda la potenza del maligno tra i pazienti dell’ospedale

O meglio ancora il tentativo di esorcismo che genera tre uova, vedere per credere:

Di tutto altro effetto per l’epoca la scena dell’esorcismo tratta dall’esorcista

Viste una di seguito all’altra non siamo poi cosi lontani e la prima perde di “fascino” se si pensa che la seconda è stata girata nel 1973.

Una inutile curiosità è una piccola parte data all’attrice Kathleen Robertson meglio conosciuta come la Claire di Beverly Hills 90210, anni 90 con furore.

Film di possessioni ne escono a tonnellate segno che l’argomento ancora interessa il grande pubblico e tra quelli che ho visto Vatican tapes è tra i più riusciti.

La situazione a Firenze

ex cinema Eolo

Finalmente pare arrivata alla fine la gestione del fondo del cinema Eolo alle porte di San Frediano.

Tra proprietà e comune e dopo una decina e più di anni nel il silenzio generale della popolazione ormai stanca del degrado delle sue saracinesche chiuse, ecco giungere a termine quella che è sicuramente la visione di Firenze che ha in testa la nostra, pessima, amministrazione.

La si può vedere bene dal maxi cartello che è comparso sul muro e che svela “la visione” per il futuro. Si consuma insomma l’ennesimo fondo “bruciato” dato in pasto al lusso e al turismo col benestare di chi ci amministra.

Da luogo di cultura, di aggregazione e socialità a luogo per ricchi, possibilmente stranieri che nulla regalano alla vita di questo meraviglioso storico quartiere, uno degli ultimi della vecchia Firenze che fu.

Nardella persegue la sua dottrina di una Firenze turistica e viene da pensare che la Pandemia non gli ha insegnato niente. Vada a farsi un giro nel centro storico, attraversi le strade del quartiere uno senza più abitanti e senza più nulla che permetta ad un fiorentino di sceglierlo come quartiere per far crescere la propria vita. Il coronavirus ha accellerato quel processo che in realtà da anni sta distruggendo la nostra città. Si cominciò proprio con i cinema (Astra, Astra 2, Gambrinus ora Hard-Rock, Variety ora supermercato, Supercinema ora abbandonato, Ariston ecc) per poi vedere chiudere le mercerie, le librerie come Marzocco ora al suo posto abbiamo Eataly, i negozi di musica come lo storico Ricordi Mediastores dove adesso troviamo la catena Nespresso, i negozi al dettaglio di vario tipo ovvero linfa vitale per gli abitanti, le tante edicole e tutto a favore di “food” per clienti da Airbnb che si sono mangiati le case dove prima abitavano in affitto famiglie per decenni.

Scelta questa di tanti fiorentini ben più contenti di guadagnare il triplo affittando appartamenti per pochi giorni sulla rinomata piattaforma piuttosto che tenere una famiglia con un affitto fisso. Poco importa se questa ha dovuto trasferirsi alle porte di firenze e oltre. Però anche enorme responsabilità del comune che ha cavalcato questo fenomeno senza mai contenerlo con norme appropriate e anzi svendendo dapprima il centro storico e poi pian piano anche pezzi interi di altri quartieri piuttosto che riqualificarli in qualcosa di utile per i quartieri stessi.

Firenze è amministrata da chi non ama Firenze. Dalla chiusura del cinema Eolo nel tempo siamo passati ad una tristissima sala bingo, ad una vendita del fondo alla Conad forse mai andata a buon fine e alla fine l’approdo a questa struttura lussuosa che mantiene con amarezza il nome di EX CINEMA EOLO a dare retta al cartello.

Un ennesimo spazio venduto per fare gli interessi degli soliti pochi a danno della collettività.

Movie

GIALLO

Dario Argento anni duemila: Il nuovo millennio probabilmente ha segnato il tramonto del regista per il grande pubblico rilegandolo solo agli appassionati: Proprio gli appassionati possono resistere a “filmacci” quali Non ho sonno, Il cartaio, Ti piace Hitchcock? o il più brutto tra tutti Dracula 3D. Giallo, uscito nel 2011, insieme alla Terza Madre e soprattutto all’episodio tv di un ora “Jennifer” per l’antologia Masters of Horror, rappresenta una delle poche realtà vedibili della recente produzione.

E’ un film che mentre lo si guarda uno pensa sia stato girato a fine anni 80: L’utilizzo della cinepresa, l’immagine su schermo, l’audio, il cattivo maniaco stesso e molto mestiere a coprire la mancanza di fondi, rendono il film affascinante ma ne evidenziano anche i limiti ponendo l’opera solo per un circuito di appassionati. I ragazzi di oggi, il grande pubblico moderno, difficilmente può approcciarsi ad un cinema di questo tipo fatto di immagine quasi a bassa risoluzione e di colori pastello.

Superato questo scoglio il film, va detto, sta in piedi. La storia, per quanto abbastanza telefonata c’è, la regia anche. Argento insiste sui dettagli della tortura o dell’uccisione che aggiungono al film una spruzzata Rosso Horror oltre al giallo del titolo che ha un riscontro nella storia. Dispiace che tutto sommato gli omicidi siano davvero pochi in tutto il film. Passando agli attori irrompe la presenza di Emmanuelle Seiger, classe 1966. Da giovane, fu attrice bellissima che, come ricorda wikipedia, brillava in Frantic con Harrison Ford, Luna di Fiele dell’ex Polanski e nell’italiano Nirvana di Salvatores. Con Dario Argento ci arriva molto dopo ma regala comunque un pò di spessore al suo personaggio. La parte del commissario è interpretata dal premio oscar Adrien Brody. Attore che personalmente non mi piace ma la parte che più classica non si può del poliziotto tormentato, schivo e misterioso gli riesce piuttosto bene. Guardando il film finisce per fare troppe volte la parte del “fesso” o comunque a livello di sceneggiatura si poteva fare certamente di più.

Il film Giallo non è un disastro totale, Argento da anni ha perso il suo tocco rimanendo un artigiano italiano con ben pochi soldi a disposizione. Spesso vittima di recensioni fin troppo dure. Dal duemila indubbiamente la sua filmografia è precipitata nel brutto se non nel ridicolo come il già citato Dracula per cui Giallo è il meno peggio tra gli ultimi cinque sei film. Rimane uno dei pochi che insiste a tirare avanti un genere che, mentr all’estero è coltivato e fa soldi, in Italia è sempre più a rischio estinzione.

Incredibile, La situazione in Italia, politica

Speedy Gonzales al contrario

ATTENZIONE ATTENZIONE

Di chi stiamo parlando se titoliamo Speedy Gonzales al contrario riguardo i vaccini?

Suggerimento: Siamo la terza regione più in ritardo in Italia.

  • Al primo posto c’è la calabria che comunque è commissariata.
  • Al secondo posto quei fenomeni dei lombardi perchè, lo avranno anche “duro” come se la raccontavano tra di loro, ma sono stati decimati dal covid eppure tengono ancora in piedi quei bravi politici che li “amministrano”.
  • Al terzo posto ci siamo, aihmè, noi toscani e quindi chi è quel fenomeno, nonchè neo eletto l’altr’anno a capo della regione, e responsabile di questo disastroso piano vaccinale? Lo sapete?

Chi è quindi lo speedy gonzales al contrario?

Citiamo l’articolo della Nazione: Firenze, 22 marzo 2021 –  La vaccinazione degli ultraottantenni in Toscana è diventata un caso: sono circa 90mila le dosi praticate ai grandi anziani sui 320mila residenti. Ieri giornata fitta di riunioni all’assessorato alla salute regionale per mettere a punto il piano B, quello che prevede l’affiancamento delle Asl ai medici di famiglia, qualora non dovessero riuscire a portare a termine il mandato delle 120mila dosi da somministrare entro Pasqua agli over 80.

E’ Giani il responsabile di questa debacle che ci vede tra i finalini di coda in questa importante classifica sui vaccini. Nella trasmissione Un giorno da pecora Eugenio dichiara quanto segue:


„Il suo collega Luca Zaia ha detto entro il primo aprile vaccinerà tutti gli over 80 del Veneto. Lei quando pensa di fare lo stesso nella sua regione? “Direi di dare almeno la prima dose per tutti gli over 80 entro il 25 aprile”.“

Avete letto bene…. 25 aprile, Giani maddai, è un tempo lunghissimo per vaccinare tutti gli over 80 con la sola prima dose, altro che accellerata.

Vergogna Toscana.

Post scriptum

In compenso gli avvocati sono stati per l’80% già vaccinati

Telefilm

WandaVision

Comincia la nuova fase Marvel dopo la fine vista nel film Avengers: EndGame ma anche nel successivo Spiderman far from home. Wanda, traumatizzata dalla morte di Visione nel film, la ritroviamo dentro una soap opera che da nome allo show e che fa il verso agli sceneggiati televisivi anni 50. Per tutta la serie cambierà il momento storico nel quale è ambientato, vedremo quindi i vestiti e gli atteggiamenti tipici degli anni 50, 60, 70, i mitici 80 e 90 fino ai giorni d’oggi che svelerà cosa realmente stia succedendo. Lo sforzo della produzione è ben visibile in ogni scena, il livello di recitazione è ottima: sia Elizabeth Olsen (wanda) che Paul Bettany (visione) sono di una bravura spaventosa e a loro si aggiunge anche l’altrettanto brava Kathryn Hahn. E’ il suo il ruolo più inaspettato nello show, il colpo di scena, ma a ben vedere, alla fine della serie, il suo personaggio non è poi cosi’ importante.

Composta da nove episodi è la prima serie Marvel Studios che si intreccerà con i successivi film e serie tv già ampiamente in lavorazione. The Falcon and the winter soldier debutterà proprio a metà marzo per poi entrambe proseguire chissà in quale modo nel prossimo film al cinema. Un universo condiviso quindi che si espande dal cinema alla televisione, moltiplica i personaggi e accontenta il fandom a “digiuno imposto” di supereroi causa covid. La serie è un bel rischio, già sappiamo che doveva essere il secondo prodotto ad approdare in tv ma proprio a causa della pandemia Wanda, come con una magia, è arrivata prima di The falcon tuttavia cambia poco poichè sono due telefilm lontanissimi come approccio. Se quello del “soldato d’inverno” recupera quanto di buono abbiamo visto nei film cioè presubilmente una buona dose di azione, con Wanda Vision alla Marvel hanno voluto sperimentare con la sit-com. Il primo episodio, proprio per catturare l’atmosfera di un tempo, è stato girato di fronte ad un pubblico in carne e ossa e in bianco e nero. Fino al terzo episodio siamo lontanissimi da quello che uno si immagina da una serie supereroistica, un effetto spiazzante senza ombra di dubbio, ma estremamente divertente e funzionale alla storia che segue dal quarto episodio in poi. Il percorso che compie il personaggio principale attraversa il trauma, l’elaborazione del lutto, l’accettazione e la rinascita in qualche cosa di diverso. Una trasformazione (SPOILER) da episodio ad episodio, che conduce al personaggio fumettistico conosciuto come Scarlet Witch e che chiude la serie. Altro elemento importante è la reintroduzione di Visione nel mondo dei vivi dopo gli eventi del già citato Endgame.

Ovviamente WandaVision è una serie che merita assolutamente di essere vista.

Telefilm

Upload

Cosa è Upload, la nuova serie amazon? Sicuramente una boccata di aria fresca, di idee originali, di riflessioni sull’aldilà e infine di amore. In dieci episodi non più lunghi di mezz’ora si racconta della possibilità di caricare la propria anima, il proprio essere con le dovute all’occorrenza migliorie, dopo la morte, in una realtà virtuale peersistente e in grado di comunicare con i vivi. Cosi’ mentre il nostro avatar post mortem prosegue una vita digitale fatta da molti confort e troppa noia, i vivi a lui vicini finanziano le compagnie private perchè queste continuino a farlo “vivere” occupandosi della sua vita digitale con continui upload. A svolgere questo compito ci sono persone reali detti “angeli” che collegandosi al computer entrano nella realtà virtuale dei defunti dandogli consigli, spunti e assicurandosi che abbiano tutti i confort pagati dai vivi. Prendono l’aspetto umano e sono appunto degli angeli protettori nella loro vita (digitale) post mortem.

Inquietantemente le ricorrenze dei defunti permettono ai familiari di comunicare attraverso degli schermi particolari con i trapassati chiedondogli come se la passano nella loro vita digitale e raccontando a questi come è diventata la loro vita senza di loro.

Un altro aspetto interessante della serie è che questa vita ulteriore è soggetta solo alla possibilità di potersela pagare, più si paga e più confort in realtà virtuale sofisticata possiamo aspirare di avere. Meno si paga meno appagante è l’aldilà fino a scendere di livello finanziaramente da non permettersi una vita dopo la morte e finire semplicemente sotto terra.

Fondamentalmente è una storia di fantascienza con una buona dose di commedia e di dramma. Questi avatar hanno una mente autonoma pensante come da vivi, hanno quindi tutte le prerogative umane nonostante possano modificare il proprio corpo se non gli piace un neo, un taglio di capelli o qualsiasi cosa abbiano pagato da vivi. La storia prende campo quando uno di questi angeli si innamora di un trapassato mettendo a rischio il proprio ruolo e quindi il proprio lavoro. Una serie confermata per una seconda stagione prodotta e distribuita dalla sempre più agguerrita Amazon Video ma che vede un finale compiuto già in questi primi 10 episodi. Assolutamente da vedere.