Si entra in una qualsiasi libreria ed è ormai scontatissimo imbattersi in una proposta sui gatti. Saccheggiando autori orientali, i gatti ci vengono proposti in ogni modo, da intrepidi investigatori a immancabili compagni di casa e via in un tripudio di opere, spesso davvero inconsistenti ma che si vendono da soli solo per la loro immagine in copertina. I titoli poi sono tutto un programma, vediamone alcuni:
Il gatto che amava la gentilezza (bleah), Indagine di un gatto (meglio di Sherlock holmes?), l’uomo che voleva essere amato e il gatto che si innamorò di lui (chissà il titolo originale..), il gatto che voleva salvare la biblioteca ( e probabilmente l’incendiò) , il gatto che insegnava lo zen ( ma non veniva capito), delitto tra le pagine. Il gatto tra gli scaffali (o uno o l’altro non vi pare?), come ti miagolo la vita ( vomito), il gatto che insegnava ad essere felici (dormendo .. ), Il gatto venuto dal cielo ( pentendosene subito) e il grande classico Se i gatti scomparissero dal mondo ( le librerie ovviamente chiuderebbero).
Nella speranza che i titoli originali siano sempre stati fraintesi dal traduttore italiano, è indubbio che c’è una grande gara tra gli editori nel trovare il titolo “gattesco” (mio dio mi sono contagiato) che venda milioni di copie come il fortunato “Se i gatti scomparissero dal mondo” ma non è cosi. Purtroppo vengono comprati spazi pubblicitari o decise a monte proposte tematiche che sono davvero prive di spessore e avvilenti per chi entra in libreria. Non è più una cosa simpatica o curiosa come lo poteva essere anni fa. Sono ormai troppi i titoli con i gatti che ce li troviamo nei supermercati, in ogni settore della libreria, “consigliati da” o “eventi editoriali” strillati sulle inutili fascette. Non c’è insomma bisogno di rubare spazio prezioso per evidenziare una proposta se la proposta è poi quella sui gatti. Viviamo in un mondo dove succedono infinite cose ma il meglio che sappiamo proporre dentro una libreria è davvero una proposta sui gatti? Se ne sentiva davvero il bisogno? Tutto questo è avvilente, penso che in qualche modo squalifichi la stessa libreria per un lettore più attento e soprattutto se vogliamo ancora far credere che sia un luogo di cultura.
